Con la giusta analisi e diversificazione è possibile.

Sfatiamo un mito, non servono grandi patrimoni finanziari per diversificare i propri investimenti e fare un’analisi accurata; al fine di avere una giusta serenità economica è oggi quanto mai necessario.
Anche i piccoli imprenditori o gli impiegati, pur a volte non rendendosene conto, dovrebbero fare una valutazione del proprio stile di vita e di una pianificazione degli investimenti per avere un patrimonio finanziario che gli consenta di avere la giusta copertura economica in qualsiasi fase del proprio ciclo di vita e carriera lavorativa.

Il tanto caro mattone a cui il cittadino italiano è da sempre legato è da considerare un investimento meno conveniente del passato se escludiamo l’acquisto della prima casa in quanto, in questo periodo storico, l’offerta è di gran lunga maggiore della domanda (siamo tra i principali proprietari di case al mondo) e il valore di questo asset sul mercato italiano è tendenzialmente stabile o in discesa.
Dal 2008 il numero dei morti in Italia ha iniziato a superare il numero delle nascite creando una dinamica demografica sfavorevole che riduce sempre più l’effetto di spinta sul mercato del mattone e che libera patrimonio abitativo a favore degli eredi.
La ricchezza familiare media inoltre è diminuita dal 2010 e si è fortemente ridotto il numero di persone che comprano casa per loro stessi a causa della ridotta bancabilità degli italiani.

Ricordiamo poi che i giovani preferiscono non essere legati a una residenza fissa ma essere liberi di muoversi e spostarsi senza vincoli di alcun tipo, per questo sono portati a scegliere l’affitto piuttosto che l’acquisto.
La generazione dei millennial preferisce l’utilizzo rispetto al possesso non solo per le case ma anche per tanti altri servizi come telefoni, computer e macchine; oggi infatti esistono numerose possibilità di noleggio, car sharing e condivisione che una volta non esistevano e che stanno cambiando le abitudini delle nuove generazioni che preferiscono spendere i loro risparmi in modo diverso.

Consideriamo inoltre che l’incidenza del prelievo fiscale in aumento e i maggiori costi gestionali sfavoriscono l’acquisto e la detenzione dell’immobile; inoltre la riforma del catasto italiano e il probabile inasprimento delle aliquote di successione non giocheranno a favore.

In ottica di valutazione di portafoglio è quindi importante considerare tutti gli aspetti.

L’analisi del patrimonio finanziario serve quindi ad evitare concentrazioni e a portare la propria ricchezza finanziaria complessiva nel giusto equilibrio per avere un portafoglio adeguato che consenta di far fronte a qualsiasi necessità. Avere il 70-80% di patrimonio immobiliare sul totale del patrimonio finanziario è quindi eccessivo.
Gli investimenti immobiliare oggi non sono più così convenienti come anni fa sia per un discorso di tassazione che di gestione: dare una casa in affitto o metterla su nuove piattaforme tipo Airbnb vuol dire avere una gestione burocratica di incasso, di spese di manutenzione ordinaria e straordinaria e un rischio di morosità degli inquilini che non esonera il proprietario dal pagamento delle imposte in caso di mancata riscossione.

Anche una famiglia il cui reddito proviene da lavoro dipendente e possiede una casa dovrebbe fare questo tipo di valutazione del proprio patrimonio finanziario al fine di riuscire a programmare un piano di investimenti che gli consenta da un lato di accantonare ricchezza e dall’altro di non avere concentrato la propria stabilità finanziaria in un immobile da cui difficilmente ci si può svincolare causando anche un abbassamento della qualità della vita.

Allo stesso tempo è sbagliato anche il contrario, ci sono persone molto benestanti che vivono in affitto a costi molto elevati concentrando gran parte della loro ricchezza in operazioni finanziare perché storicamente sono state abituate a vivere con i rendimenti dei titoli di stato che gli consentivano di re-investire e accumulare il capitale; ma la prima casa va sempre considerata un’esigenza primaria.

Come è possibile diversificare gli investimenti?

Facciamo un esempio: una famiglia che ha una ricchezza complessiva di € 300.000 suddivisa tra una casa che vale 250.000 e 50.000 di liquidità senza altri debiti è finanziariamente equilibrata, soprattutto se accantona dei risparmi per crearsi un’ulteriore riserva.
A volte però capita che questo tipo di cliente chieda un mutuo alla banca per comprare un altro immobile e metterlo a reddito per una vecchia cultura economica che però oggi non funziona più.

In quest’ottica diversificare gli investimenti non solo deve essere possibile ma anche necessario proprio per non ritrovarsi con un patrimonio finanziario che è strettamente vincolato alla propria abitazione.

Ecco quindi che la ricchezza complessiva va cubata per non creare delle sproporzioni e diversificata il più possibile in questo modo:

  1. Immobile 1° casa
  2. Investimenti finanziari
  3. Materie prime
  4. Oro
  5. Oggetti d’arte

Anche all’interno degli stessi investimenti finanziari poi bisognerebbe andare ulteriormente a diversificare in base alla propria propensione al rischio: azioni, obbligazioni e liquidità sul conto devono far parte della propria ricchezza finanziaria.
In che misura? La risposta è: dipende. I fattori da tenere in considerazione sono vari e vanno valutati insieme al consulente, non per ultimo bisogna ragionare in base all’età.

Il lavoro che viene fatto è quasi da psicologici al fine di riportare i clienti su un aspetto razionale di distribuzione delle ricchezze. Sembra una banalità sulla carta ma nella vita reale questo non viene quasi mai fatto.
Le scelte sono diverse e condizionate dai periodi storici e spesso le persone non hanno in mente degli obiettivi e non hanno neanche la percezione dei loro risparmi, dei loro redditi e delle possibilità che questi gli offrono.
Capire le esigenze e valutare ciò che è conveniente per il cliente fa parte del lavoro del consulente e spesso non corrisponde a ciò che il cliente desidera in quel momento perché condizionato da scelte emotive e familiari e non dalla visione d’insieme e da uno sguardo razionale al mercato.

Sapevi che è possibile fare una valutazione del proprio patrimonio finanziario in modo del tutto gratuito?
Avere la consapevolezza della propria condizione patrimoniale è il primo passo verso un maggior benessere economico.

Gian Luca Cardarelli-Partner Conver-go
Consulente Finanziario