Quando si parla di sicurezza sul lavoro immediatamente la nostra mente va a una serie di normative complicatissime tra regole, procedure e misure preventive da adottare per rendere più sicuri i luoghi di lavoro. L’obiettivo è quello di evitare o ridurre al minimo l’esposizione dei lavoratori ai rischi legati all’attività lavorativa per evitare infortuni, incidenti o malattie professionali.

L’azienda deve quindi dotarsi di tutti gli strumenti adeguati per fare attività di prevenzione e il complesso normativo della sicurezza sul lavoro è molto ampio; in generale il datore di lavoro deve tutelare i dipendenti con una continua e attenta valutazione dei rischi, provvedere alla sorveglianza sanitaria e collaborare con RSPP (Responsabile del servizio prevenzione e protezione) e RSL (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza).

La sicurezza sul lavoro però non si deve limitare a una mera consulenza tecnica, ma vuol dire accompagnare le aziende a una svolta culturale a favore della produttività.

L’armonia aziendale influisce sulla prevenzione dei rischi

Quando si fa una valutazione dei rischi all’interno dell’azienda non bisogna quindi considerare solo le normative tecniche e non ci si può limitare alla compilazione di moduli ma anche considerare i rapporti interpersonali e l’atmosfera generale. Situazioni negative in azienda possono infatti portare a: stress, distrazioni che causano incidenti sul lavoro, la nascita di ambienti di lavoro difficili, mobbing e disaffezione all’azienda.

È necessario quindi affrontare un sistema di gestione globale dell’azienda per la sicurezza dei lavoratori e la creazione di un ambiente salubre in cui i dipendenti possano lavorare in serenità all’interno di spazi confortevoli.
Ecco perché a volte si interviene proprio anche sugli ambienti fisici: gli spazi, i colori, le luci, gli arredi sono tutti elementi che, se curati in un certo modo, contribuiscono al miglioramento delle condizioni lavorative e quindi alla soddisfazione del dipendente.
Maggiore soddisfazione porta un minore carico di stress, meno stress porta le persone a lavorare con maggiore passione e attenzione anche nel rispetto dei colleghi e in un’ottica di collaborazione.

La sicurezza sul lavoro e l’ambiente lavorativo sono quindi strettamente collegate tra loro e, a loro volta, legate dalla componente umana che deve essere l’elemento di valutazione più importante quando si parla di rischi.

I lavoratori devono quindi essere messi nella condizione di lavorare bene, le componenti aziendali devono muoversi in un clima di collaborazione collettiva e le condizioni igienico-sanitarie devono essere tali da avere un ambiente di lavoro non solo pulito ma anche confortevole.

La formazione tecnica affianca la psicologia comportamentale

È ormai appurato da diversi studi che la sola formazione tecnica non è sufficiente quando si parla di sicurezza sul lavoro; la stessa deve appunto essere affiancata dalla psicologia comportamentale perché lo stress da lavoro correlato dipende dal benessere psico-fisico della persona.

È chiaro che un clima aziendale non adeguato, una mancata partecipazione alla vita aziendale, angherie interne, insoddisfazione generale e situazioni di prevaricazione tra colleghi possono ovviamente portare al mobbing o, nella peggiore delle ipotesi al burnout, un vero e proprio logorio psicofisico ed emotivo.

Allo stesso modo una persona stressata o non soddisfatta all’interno di un ambiente di lavoro è più facilmente distratta e, di conseguenza, più facilmente soggetta a infortuni e malattie professionali. La disaffezione al lavoro e altre problematiche di carattere relazionale all’interno del gruppo organizzativo porta inoltre a un maggior assenteismo in azienda; ecco perché un datore di lavoro è tenuto non solo, ancora una volta, a rispettare le normative obbligatorie per legge, ma anche a monitorare e rilevare eventuali manifestazioni di malessere personale all’interno dell’ufficio che possono portare a situazioni più gravi.

Le caratteristiche di un datore di lavoro attento

I consulenti aziendali si sono sempre occupati della norma e molto poco della causa che ha portato a un incidente; è invece molto importante indagare a monte cosa ha scatenato un comportamento ostile al lavoro.

Ecco perché il primo interlocutore in azienda deve essere sempre il datore di lavoro, la prima anamnesi della situazione viene fatta sulla sua persona e sulla sua capacità di guidare il team aziendale. È importante fargli capire che tutto ciò che si va a migliorare all’interno della sua organizzazione è un investimento finalizzato a far star meglio i lavoratori i quali, se sono più attenti, concentrati, sereni e partecipi lavorano meglio e producono di più.
Ciò che il datore di lavoro deve recepire quindi, non riguarda solo l’adeguamento alle normative tecniche ma anche il concetto di “benessere aziendale”.
Un imprenditore che guarda ai propri dipendenti come a delle risorse che sono il motore propulsore di tutta l’organizzazione da far star bene ha sicuramente queste capacità:

  • Rispetto
  • Ascolto
  • Osservazione
  • Capacità di mettersi in discussione

L’imprenditore è sempre responsabile

Quando si parla di sicurezza in azienda è inoltre importante far notare all’imprenditore la sua responsabilità sia in caso di infortunio, se non ha messo il lavoratore nelle condizioni di lavorare secondo quanto la normativa prevede; sia in caso di mobbing e altro tipo di situazioni critiche dal punto di vista caratteriale, comportamentale e psicologico.

Aiutare le aziende a risolvere questioni lavorative interne quando ne hanno veramente bisogno e non solo quando c’è da compilare un modulo e fare una certificazione o un corso di formazione obbligatorio, vuol dire acquisire un rapporto fiduciario tale da essere considerato molto più di un consulente esterno.
Perché se non hai un buon clima aziendale interno, puoi avere anche tutte le certificazioni a norma, che ti si presenteranno sempre e comunque infortuni, stress da lavoro e assenteismo con conseguente perdita di produttività.

In questo sta il grande elemento differenziante tra chi compila certificazioni e chi fa una consulenza con una visione ampia della situazione aziendale da un punto di vista normativo, ambientale e psicologico.

Marzia Zambelli – Partner Conver-go
CSAI srl